La vecchia credenza della zia, la sedia della nonna, il mobile vintage, i piccoli oggetti della casa del passato: salvateli dalla polvere e posizionateli in bella vista nella vostra casa, perché saranno loro i veri protagonisti dell’arredo 2018. L’anno appena iniziato, secondo le ultime indicazioni, sarà infatti dedicato allo stile retrò, con il recupero di pezzi vintage, possibilmente usati e vissuti, capaci di raccontare storie ed evocare atmosfere di un passato elegante e conviviale.
Ma non sarà una semplice operazione nostalgica, quanto la ricerca di un equilibrio tra vecchio e nuovo, in cui gli elementi del passato – che siano arredi o oggetti – vengono inseriti in un contesto moderno, dal sapore minimal e industriale.

Se il ritorno del retrò in chiave moderna è la più significativa tendenza del 2018, ecco gli altri must da seguire per una casa al passo con i tempi.
- 1. Retrò: significato, origine e uso corretto
- 2. Retrò, vintage e modernariato: cosa cambia davvero
- 3. I decenni che ispirano di più: anni ’50, ’60, ’70, ’80
- 4. Il retrò in chiave contemporanea: come bilanciare vecchio e nuovo
- 5. Idee pratiche per scegliere pezzi retrò senza appesantire la casa
1. Retrò: significato, origine e uso corretto
Prima di parlare di tendenze, vale la pena chiarire un dubbio frequente: retrò (anche nella grafia francese rétro) indica ciò che “guarda indietro”, cioè una scelta estetica che riprende forme, colori e atmosfere del passato. In italiano è comune la forma retrò con l’accento sulla “o”, mentre rétro è un francesismo: entrambe circolano, ma nei testi editoriali italiani è preferibile “retrò”.
In una casa, parlare di arredamento retrò significa evocare un immaginario riconoscibile (linee mid-century, cromie pop, dettagli in ottone, pattern geometrici) e reinterpretarlo con sensibilità contemporanea: non serve trasformare gli ambienti in un set, basta scegliere pochi segni distintivi.
2. Retrò, vintage e modernariato: cosa cambia davvero
Usiamo spesso le parole come sinonimi, ma non sono la stessa cosa. Una distinzione semplice aiuta anche a scegliere meglio mobili e oggetti retrò senza confusione:
- Retrò: è uno stile. Può includere pezzi autentici, ma anche re-edition o elementi nuovi che citano un’epoca.
- Vintage: è un oggetto originale di un periodo passato (in genere, con qualche decennio alle spalle) e porta con sé patina e segni del tempo.
- Modernariato: riguarda soprattutto il design del ’900 (spesso dal Dopoguerra in poi), con attenzione a progetto, produzione e autore.
In pratica: una casa retrò può nascere anche con un mix di pezzi contemporanei e un paio di icone di seconda mano; una casa “vintage”, invece, tende a puntare su elementi d’epoca più coerenti tra loro.
Atmosfera botanica
Verde, verde, verde. L’attenzione all’ambiente si respira anche in casa, dove ogni angolo diventa spazio da dedicare a piante, fiori e natura. E chi non avesse il pollice verde potrà sempre optare per fantasie arboree e floreali sulle carte da parati o sugli accessori tessili e decorativi.

Mixed Metals
Mixed Metals sarà uno degli hashtag di design del 2018. Imperativo mixare e abbinare i diversi metalli, creando contrasti tra lucidi e spazzolati, chiari e scuri, lavorati o grezzi, da mettere in mostra nelle zone più in vista della casa. Materiale di elezione l’ottone. Sempre di tendenza il legno, che richiama il verde e la natura, e l’intramontabile oro.

Velluto
Ha il fascino del lusso antico, dell’eleganza e della fantasia: il velluto invaderà le nostre case, con morbidezza e colori accesi e sicuri. Non abbiate paura di osare.

Heart Wood e rosso
Il colore del 2018 è Heart Wood, un rosa caldo armonioso e rilassante, che racchiude i toni naturali del legno. Dalle passerelle di moda arriva invece il rosso, in tutte le sue sfumature, che non può mancare neppure nelle nostre case.

Forme geometriche
Forme semplici, pulite, geometriche, capaci di arredare pareti, tessuti o persino piccoli oggetti. La geometria diverte e arreda.

3. I decenni che ispirano di più: anni ’50, ’60, ’70, ’80
Quando diciamo “retrò”, spesso stiamo pensando a dettagli molto precisi. Per orientarsi, può essere utile collegare lo stile ai decenni che lo hanno reso iconico:
- Anni ’50: ottimismo e forme morbide. Legni caldi, gambe affusolate, credenze e sedute compatte: perfetti se ami un anni 50 arredamento discreto, elegante e funzionale.
- Anni ’60: grafica, sperimentazione, contrasti netti. Pattern più decisi e primi accenti pop: una buona base per un anni 60 arredamento che resta leggero, soprattutto se bilanciato da pareti neutre.
- Anni ’70: materia e comfort. Tessuti importanti (come il velluto), tonalità calde e profonde, metalli e legni più scuri: l’idea di convivialità che torna anche nel design attuale.
- Anni ’80: geometrie, colori più audaci e ironia. Qui le forme diventano più grafiche: basta un solo elemento per dare energia a un interno contemporaneo.
Le immagini qui sopra, tra geometrie e palette decise, sono un buon esempio di foto retrò applicate all’interior: non “copiano” un’epoca in modo letterale, ma ne traducono il ritmo.
4. Il retrò in chiave contemporanea: come bilanciare vecchio e nuovo
Il segreto perché il design retrò funzioni oggi è la proporzione: un elemento protagonista, due o tre comprimari e un contesto pulito. In questo modo l’effetto è curato, non teatrale.
- Parti da un pezzo “ancora”: una credenza, una poltrona, un tavolino. È il modo più semplice per introdurre cose d’altre case (eredità di famiglia, mercatini, second hand) senza stravolgere tutto.
- Usa un fondale neutro: pareti chiare, legni uniformi, tessuti in tinta unita. Lascia che siano gli accenti (metalli, velluti, rossi, pattern) a raccontare la storia.
- Ripeti un dettaglio: una finitura in ottone in due punti della stanza, o la stessa famiglia cromatica su cuscini e accessori. Crea coerenza e rende l’insieme più “progettato”.
5. Idee pratiche per scegliere pezzi retrò senza appesantire la casa
Se stai cercando mobili retrò o piccoli accenti, prova a ragionare per impatto e facilità di inserimento:
- Inizia dai complementi: specchi, lampade, vasi, sedute leggere. Sono oggetti retrò facili da spostare e da “dosare”.
- Controlla proporzioni e ingombri: molti arredi d’epoca hanno volumi generosi. Misura, e lascia respiro intorno (soprattutto in soggiorno e in ingresso).
- Valuta materiali e stato: patina sì, ma struttura solida. Se un rivestimento è compromesso, meglio un re-upholstery ben fatto che un “effetto museo”.
- Un pattern alla volta: se scegli una carta da parati o piastrelle molto decorate, mantieni il resto più sobrio; viceversa, se l’ambiente è neutro, puoi osare con una geometria o un rosso ben calibrato.
Così la casa resta contemporanea, ma con quel guizzo personale che fa la differenza.
La stanza must: il bagno
Via mobili ipermoderni e superfici lineari: il vintage entra anche nel bagno, dove non può mancare la carta da parati, appositamente studiata per vivere ed esaltare quest’ambiente.

La chicca: le vecchie piastrelle
Più sono vecchie e di recupero, meglio è: le piastrelle sono la vera chicca della casa 2018. Osate e sperimentate, inserendole con fantasia nell’arredo di ogni spazio della vostra casa.

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